"Petali"

Teatro delle Radici
27 November 2015 to 13 December 2015
Venue: 
Lugano
Country: 
Nuova creazione del Teatro delle Radici

con Bruna Gusberti, Ornella Maspoli, Camilla Parini
scenografia:
Teatro delle Radici / Plastiplex
luci:
Sandro Carettoni
fotografie:
Martina Tritten
drammaturgia e regia
: Cristina Castrillo

mercoledì 25 novembre   (anteprima)  Teatro Il Gatto – Ascona      alle 20.00
per la giornata della violenza sulle donne, organizzato dalla Marcia mondiale delle donne (Daisi e Comundo)     

novembre
Teatro del Gatto
– Ascona
mercoledì 25 – alle 20.00 (anteprima)  Giornata mondiale contro la violenza sulle donne   
Teatro Foce
– Lugano                                 
venerdì 27 e sabato 28 – alle 20.30  / domenica 29 – alle 18.00

dicembre
Teatro delle Radici
– Lugano
venerdì 4 e sabato 5 – alle 20.30  / domenica 6 – alle 18.00
venerdì 11 e sabato 12 –alle 20.30  / domenica 13 – alle 18.00


Questo progetto ha voluto dare forma scenica al problema della violenza sulle donne.

E sembrerebbe che certi temi, evidenti nel tessuto sociale, o così prorompenti da non permetterci di considerarci ignari, siano più facili da trattare.

Sembrerebbe che quegli aspetti della vita che ci toccano particolarmente (oltre le nostre fatiche personali), come le ingiustizie, le atrocità di una guerra, la fame, le violenze di ogni genere abbiano quasi una porta spalancata nella quale entrare a cercare il modo di lasciare teatralmente una testimonianza. Sembrerebbero più facili, ma non lo sono affatto. Diventano un nuovo segno dell’impotenza.

Proprio per essere argomenti visti, sentiti, esposti, ripetuti (anche se mai abbastanza), segnalati, più di una volta fotografati o sbrindellati su uno schermo perdono spesso la qualità e lo spessore dell’umano. La presenza martellante di immagini, informazioni, mezzi di comunicazione di tutti i generi non ci ha resi più attenti, e tantomeno più sensibili.

Pertanto, confrontarsi teatralmente con un tema come quello della violenza sulle donne, ci ha imposto delle difficoltà maggiori, perché ci vuole pochissimo per cadere nelle frasi e nei gesti standardizzati, nei luoghi comuni, nel “come se fosse” dimenticando che la scena non potrà mai uguagliare la vita, a meno che la scena non voglia imitarla.

In questo spettacolo, il lavoro teatrale ha dovuto imparare a fare a meno dei dati scontati, è stato obbligato a cercare in un piccolo gesto la radicalizzazione di un argomento, in un silenzio la voragine di un discorso.

Le parole, raccolte qua e là da fonti dirette con rispetto e gratitudine, hanno dovuto imparare a conciliare il peso di una testimonianza con l’alito di umanità che da esse è rimasto.

 

con il sostegno di
Divisione della Cultura del Canton Ticino
Pro Helvetia
Fondazione Ernst Göhner
Dicastero Attività Culturali di Lugano
Dicastero Turismo ed Eventi
Daisi (Donne Amnesty International della Svizzera Italiana)

 

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